ANFITRIONE

di Plauto
con Giacomo Bisceglie, Marta Coassolo, Luca Zilovich
adattamento e regia Luca Zilovich
scene Sergio Zilovich
disegno luci Enzo Ventriglia
costumi Alice Rizzato
musiche originali Raffaello Basiglio

 

Pubblico: dagli 11 anni
Durata: 50′ circa

Giove, non indifferente alle gioie terrene, si innamora di Alcmena, moglie di Anfitrione, comandante dell’esercito tebano.
Con la complicità di Mercurio, che si trasforma in Sosia, il servitore di Anfitrione, Giove prende le sembianze del guerriero, impegnato in battaglia. Nasce quindi l’equivoco causato dal furto d’identità, che si sviluppa in una tragicommedia basata sugli inganni e sull’incomprensione, mostrando come la cultura latina intendesse il tema del doppio.
Questo filone ha influenzato il teatro comico e popolare fino ai giorni nostri, cercando di rispondere alla difficile domanda: “chi sono io se mi ritrovo davanti a me stesso?”.
Anfitrione, tratto dall’opera di Plauto, è anche una riflessione sull’arroganza del potere: Ci si aspetterebbe dal “Padre degli Dei” un comportamento più degno, e invece Giove, per assecondare le sue passioni, arriva a distruggere le vite di Anfitrione e Alcmena senza mai ammettere del tutto le sue colpe. Sfruttando quindi la sua posizione di vantaggio, del tutto inarrivabile per gli altri personaggi, fa apparire Anfitrione come l’unico colpevole della vicenda. Anfitrione diventa la metafora comica, ma crudele, di una società che, oltre a duplicarci, tollera l’abuso di potere, arrivando persino a giustificarlo.

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