LA SIGNORINA PAPILLON

di Stefano Benni
regia Luca Zilovich
con Giacomo Bisceglie, Federica Cardamone, Giulia Maino, Michele Puleio
scene Massimo Martinis e Sergio Zilovich
disegno luci Roberto Scarpa e Enzo Ventriglia
costumi Alice Rizzato
musiche originali Raffaello Basiglio

Rose Papillon abita in un giardino alla periferia della sognante Parigi di fine ‘800, che assomiglia molto all’Italia di oggi. Nonostante la prima rappresentazione del testo sia del 1992, sono molti i riferimenti diretti al nostro quotidiano.
Rose si destreggia tra due pretendenti, il poeta Millet e il militare Armand. I due, con l’amica Marie Luise e le loro mille assurdità, riescono a destabilizzare le certezze di Rose, barricata dentro il suo giardino.


Le notizie dal mondo esterno le arrivano filtrate, distorte, dai tre personaggi: ci si domanda spesso cosa sia vero e cosa i tre intrusi si inventino per impressionare e raggirare la ragazza.
Rose siamo noi. Rose è la società odierna. Bombardata da informazioni e allettata da stili di vita, mode e ideologie che la attirano come una falena verso la luce.
E chi sono Millet, Marie Luise e Armad? “Simpatiche macchiette, o forse assassini”, sirene provenienti da un torbido passato, premonitrici di un inquietante futuro.

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